La storia dell’oratorio

Alcune Note Storiche…

Una breve descrizione storica di Gianbattista Muzzi giornalista di “Bresciaoggi” sulla storia dell’Oratorio di Verolanuova.

Posa prima pietra 1940

La nascita dell’oratorio a Verolanuova si deve a don Francesco Sguazzi, «tipo eccezionale del buon pastore, -si legge nella sua biografia- di quelli che imprimono un’orma personale incancellabile nella vita religiosa di una parrocchia». Fu parroco dal 1835 al 1885 e nel 1863 incoraggiò il curato don Battista Penocchio, originario di Verolanuova, ad ospitare nel cortile della propria casa i bambini del paese per una sana ricreazione.

Per il catechismo, veniva utilizzata invece la chiesa parrocchiale e quella del Suffragio, acquistata da Pietro Grazioli e offerta alla parrocchia.

Era nato l’oratorio maschile sotto la protezione di San Filippo Neri. Ma già in antecedenza don Francesco aveva offerto alla gioventù un teatro trasformando la chiesa di san Rocco. Le ragazze, invece, avevano la possibilità di incontrarsi all’oratorio femminile, affidato alle Suore di Maria Bambina chiamate dal prevosto ancora nel 1844 a gestire l’ospedale e, dal 1877, l’orfanatrofio, le scuole, un convitto e l’oratorio femminile. Questa vivacità pastorale nel campo dell’educazione e della formazione cristiana e la nascita degli oratori non solo a Verolanuova e a Verolavecchia ma anche a Cadignano, Leno e Quinzano, venivano stigmatizzate dal sotto-prefetto di Verolanuova nel 1864; queste istituzioni erano denunciate come «sette antipatriottiche e reazionarie».

Esterno 1940

Dopo la prevostura di don Francesco Pagani resse la parrocchia don Francesco Manfredi. Con lui, per dare risposte puntuali alle esigenze sociali si diede vita ad un Circolo ricreativo per giovani lavoratori e la casa delle sorelle Cappelletti, in via Roma con la direzione spirituale di don Giuseppe Corniani e fu aperto un teatro parrocchiale; e nel 1902 venne anche fondata la banda Stella Polaris. Alla morte di don Manfredi (1926), nonostante le vivaci iniziative realizzate, la parrocchia non aveva spazi e strutture adeguate alla pastorale giovanile tranne un cortile e uno stanzone che fungeva da teatro, in via Roma.

Questa situazione preoccupava il nuovo parroco don Nicostrato Mazzardi e lo stesso vescovo monsignor Giacinto Gaggia, originario di Verolanuova. Nel 1930 venne affrontato il problema dell’oratorio femminile, che trovò una degna soluzione nei locali di via Dante, sotto la protezione della «Beata Capitanio». Dal 1928 direttore dell’oratorio fu don Benedetto Galignani che, nel 1934, rimise a nuovo il teatrino, dando nuovo impulso alla filodrammatica. L’anno successivo vengono acquistati gli stabili Mombelli e Goldani, situati nelle adiacenze della parrocchia, in via Zanardelli. Lì, don Galignani trasferisce l’oratorio maschile. Vengono abbattuti i vecchi muri e si dà inizio alla costruzione del nuovo centro giovanile, la cui prima pietra è benedetta il 22 maggio 1941. Il 28 febbraio 1943 viene inaugurato l’oratorio Giacinto Gaggia nel decimo anniversario della sua morte.

Facciata 1943

Il complesso è veramente imponente: al pianterreno ci sono tre spaziose sale per il ritrovo dei ragazzi e la cappella; al piano superiore le 14 aule di catechismo, la direzione e la segreteria. All’esterno spazi per le attività sportive e ludiche. Grazie alla generosità della maestra Decca viene aperta la Casa della giovane e quando, nel 1954, l’insegnante muore si procede all’adattamento della casa per le finalità aggregative ed educative. Dal 1975 AL 2003 è parroco don Luigi Corrini. Durante il suo mandato si passa a studiare un migliore utilizzo delle aule del piano superiore. Si decide di portare l’abitazione del curato nella struttura oratoriana, di utilizzare le restanti aule per gli incontri della catechesi e adibire a cappella la stanza migliore. Nel 1988 iniziano i lavori di ristrutturazione dell’oratorio.

Il cantiere rimarrà aperto per più di due anni e sarà benedetto dal vescovo monsignor Bruno Foresti il 23 settembre 1990 alla presenza di migliaia di persone. Gli oratori maschile e femminile unificati hanno conosciuto un periodo di grande vivacità sotto l’egida del prevosto don Luigi Corrini.

Gianbattista Muzzi, Bresciaoggi 1 settembre 2013

 I Direttori degli Oratori

 Oratorio Maschile di via Roma

 Don Marco Amighetti dal 1920 al 1928
 Don Benedetto Galignani dal luglio 1928 al 1940
 Don Giuseppe Nolli Coadiutore
 Don Vito Ransenigo dal 29-06-1940 al 1943
 Don Angelo Quaranta Coadiutore
 Don Vito Ransenigo dal 28-02-1943 al 1961
 Don Carlo Martinelli dal 1961 al 1962
 Don Luigi Lussignoli dal 15/07/1962 al 1970
 Don Dino Bressanelli dal 1970 al 21/07/1982
 Don Giovanni Gritti dal 18-07-1983 al 22-09-2002

 Oratorio Femminile “Beata Capitanio” di via Dante

Superiora Suore di Carità
Don Benedetto Galignani dal 1940 al 15/07/1962
Don Giuseppe Ottolini dal 1962 al 1969
Don Luigi Lussignoli dal 1970 al 11/09/1977 (19-5)
Don Franco Corbelli dal 09/1977 al 05/1987

Oratori unificati

Don Giovanni Gritti fino al 22 settembre 2002
Don Valentino Picozzi dal 10 agosto 2002 al 07 settembre 2008
Don Giovanni Consolati dal 14 settembre 2008 al 08 novembre 2015
Diacono Andrea Regonaschi in servizio pastorale dal 08 novembre 2015 al 28 agosto 2016
Don Michele Bodei dal 28 agosto 2016 a oggi.

Chi è Giacinto Gaggia?

Mons Giacinto Gaggia
Mons. Giacinto Gaggia

Nacque a Verolanuova, in provincia di Brescia, l’8 ottobre 1847, da Giacomo, agiato proprietario terriero, e da Angela Boninsegna. Secondogenito, cresciuto in una famiglia di solidi sentimenti religiosi, nel 1861 entrò nel seminario bresciano ove ebbe quale professore mons. G. Bonomelli, futuro vescovo di Cremona.

Nel 1869, appena ordinato diacono, passò a Roma, presso il Collegio lombardo, per completare gli studi di teologia nell’Università Gregoriana, allievo dei gesuiti G. Perrone, G.B. Franzelin e A. Ballerini, che ne plasmarono la personalità sullo sfondo di eventi quali il Vaticano I e la caduta del potere temporale. Proprio mentre era in corso il Concilio, il 2 aprile 1870 Gaggia ricevette l’ordinazione sacerdotale. La successiva presa della città lo costrinse a sospendere gli studi dopo aver conseguito il solo baccellierato in teologia.

Rientrato a Brescia, sul finire del 1872 fu prescelto come curato in un comune vicino, Capriolo. Vi rimase per tre anni, ma già nel 1874 ebbe in affidamento i corsi di grammatica nelle classi ginnasiali del seminario vescovile; scopertosi poi un forte interesse per la storia e per il diritto canonico, tenne la cattedra di entrambe le discipline per un trentennio (tra i suoi allievi G.B. Montini, il futuro Paolo VI).

Nel 1907 veniva nominato prevosto della collegiata di S. Nazaro e, un anno dopo, chiamato a far parte del Comitato di vigilanza contro gli errori dei modernisti. L’esperienza parrocchiale, però, durò poco e fu presto seguita dalla sua consacrazione a vescovo ausiliare (3 maggio 1909) decisa dal vescovo del tempo, Corna Pellegrini, alla cui morte (21 maggio 1913) il Gaggia, che nel frattempo era diventato vicario generale, fu eletto vicario capitolare e, in pratica, candidato alla successione.

Occorsero tuttavia alcuni mesi prima che, il 23 ottobre 1913, lo si nominasse vescovo di Brescia. Una volta a capo della diocesi bresciana, il Gaggia lavorò instancabilmente alla ripresa della spiritualità in tutti gli aspetti della vita sociale e di quella ecclesiale: preceduta da una visita pastorale che, nel corso di nove anni, lo portò a visitare 380 parrocchie e si concluse con un sinodo di aggiornamento delle costituzioni sinodali al diritto canonico, si dispiegò allora un’azione ad ampio raggio che, nel clima di buona convivenza aperto dal patto Gentiloni, pose in primo piano problemi quali la formazione dei giovani, l’elevazione del clero, la catechesi, il costume della popolazione, la condizione della donna, l’istruzione religiosa…

Morì a Brescia il 15 aprile 1933 e per sua volontà fu sepolto nel duomo cittadino.

Estratto da Dizionario Biografico degli Italiani –
Volume 51 (1998), di Giuseppe Monsagrati